Albert Camus a Lourmarin, ha scelto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita.
Diceva che al sole della Provenza gli sembrava di trovare il paesaggio della sua infanzia ad Algeri, dove era nato il 7 di Novembre del 1913. Ha descritto spesso questo luogo paragonando i paesaggi del Luberon alla sua terra natale con le montagne in lontananza.
Lourmarin, con la sua luce e la sua convivialità, era per Camus lo spirito del Mediterraneo e vi si rifugiava volentieri pensando di ritrovarvi i concetti della Grecia antica dalla quale era affascinato.

Camus a Lourmarin lontano dagli intellettuali parigini
Albert Camus è uno degli scrittori francese più letti e più tradotti. Ricevette giovanissimo il Nobel per la letteratura dopo aver scritto i due romanzi che lo hanno reso popolare: L’Étranger e La Peste. Questo gli costò invidie e dissapori con gli altri intellettuali del periodo, in particolare con Sartre che era stato suo maestro.
Lontano da Parigi e dalla sue critiche, Camus aveva trovato in Provenza la serenità e la bellezza che andava cercando e che poteva respirare semplicemente aprendo la finestra.
Dalla sua casa, ancora abitata dalla figlia e dai nipoti, si gode infatti un magnifico panorama delle montagne del Luberon che circondano la conca in cui sorge Lourmarin.
Gli piaceva venire qui e passeggiare in anonimato per le strade del villaggio frequentando gli abitanti. Apprezzava la buona cucina di Madame Polette Ollier e amava pranzare al suo ristorante, che esiste anche adesso, in compagnia dell’amico scrittore Henri Bosco.
Sulla piazza principale si fermava a leggere il giornale ad uno dei tavolini all’aperto del Café l’Ormeau anch’esso tutt’ora in attività.

Camus aveva scoperto Lourmarin grazie al suo professore Jean Grenier. Questi frequentava la residenza per Artisti all’interno del castello voluta dall’ultimo proprietario.
Dopo aver passato la sua prima notte in Luberon proprio nel castello, decise che questo era il suo posto del cuore. Con i soldi del Nobel si comprò la casa, una vecchia costruzione usata in passato per l’allevamento dei bachi da seta, e vi si trasferì con la famiglia.
Morì tragicamente in un incidente d’auto a soli 46 anni. La sua tomba, una semplice lapide in pietra nel cimitero del villaggio, è ancora oggi omaggiata con fiori, manoscritti e penne, molte penne.

Come visitare Lourmarin
Anche per me Lourmarin è un luogo del cuore. Il mio consiglio per vivere al meglio questo piccolo borgo è quello di prendersi del tempo e lasciarsi catturare dai piccoli dettagli.
Vi trovate in un angolo di Provenza particolarmente affascinante, immerso in un paesaggio dolce fatto di ulivi e campi di lavanda
Lasciata l’auto al parcheggio, prima di entrare nel villaggio vero e proprio, visitate almeno dall’esterno, l’imponente Castello che è l’emblema della storia del borgo.
Fu fatto costruire nel 1475 da Foulques III barone di Sault, ciambellano e amico del re. Nel 1500, la moglie di un suo discendente chiamò delle maestranze italiane che gli diedero le eleganti forme rinascimentali che ancora vediamo.
La terribile peste del 1720 costrinse il villaggio ad un lungo isolamento con la popolazione chiusa all’interno delle mura, poi arrivò la Rivoluzione e i proprietari si susseguirono senza prendersi particolare cura della dimora. Finalmente nel 1925 Laurent- Vibert lo trasformò per legato testamentario, in residenza per Artisti.

Accanto alle mura troverete la Fontana dei Mascheroni, adorabilmente ricoperta di muschio. I volti rappresentano i tre fiumi della zona: La Durance al centro, il Rodano e il Luberon.
Poi perdetevi tra le stradine lastricate, ammirando la bellezza elegante delle case.
Se avete la fortuna di arrivare fuori stagione, quando non ci sono più i turisti e i tendoni, apprezzerete i rampicanti rigogliosi che incorniciano portoni a tratti decadenti, persiane azzurre e muri scrostati.
Respirate l’atmosfera discreta che ha sedotto le anime degli artisti che qui si sono sentiti a casa.
In estate invece, arrivate fino al cuore di Lourmarin, la Place de l’Ormeau e fermatevi al tavolino di un bar oppure pranzate accanto alla fontana. Il rumore dell’acqua è già sufficiente a creare refrigerio.

Lasciatevi tentare da qualche acquisto vagando tra le panetterie, i brocantes e le piccole boutiques. Perdetevi ad annusare i bouquet di lavanda.
Ammirate il campanile a vela che caratterizza il profilo del villaggio, entrate nell’ombra della volta in pietra della Chiesa di St. André e St. Trophime, proprio al centro del borgo.

Intrufolatevi nei viottoli che costeggiano vecchi muri ricoperti di edera, scoprirete giardini segreti e angoli romantici.
Seguite le tracce della Petite Librairie: non è “come le altre” recita l’insegna. Infatti vi ritroverete in un piccolo contenitore di sogni.
Ristoratevi all’ombra di un patio con assaggi di thé dalle miscele curiose e ritornate di nuovo sulla strada principale tra tessuti provenzali e piccoli oggetti curiosi.

Le cicale, la luce intensa, il profumo di rosmarino sono la vera anima della Provenza qui più che altrove e capisco perché Camus a Lourmarin ha deciso di trapiantare le sue radici algerine.
Lui che amava definirsi un “artigiano della bellezza“, ha trovato la sua dimensione in un piccolo villaggio del Luberon.
Per maggiori informazioni sulla regione vi consiglio di leggere : Itinerario in Luberon nel cuore della Provenza

Mi hai fatto scoprire un altro bellissimo posto non troppo lontano da casa! Conoscevo di nome Lourmarin per aver visto la scritta sui cartelli stradali, ma non ho mai fatto una deviazione. Uno di quei posti dove il tempo sembra essersi fermato: se chiudo gli occhi è facile immaginare il profumo della lavanda e il ronzio delle api.
E’ un borgo molto piccolo ma merita davvero una visita perchè è pieno di poesia
Come dare torto a Camus? La provenza è una terra bellissima e molto affascinante, anche io mi ci trasferirei molto volentieri! Però non conoscevo questo paesino, sembra carino, devo aggiungerlo alla lista delle cose da vedere!
La Provenza è il mio luogo del cuore e per fortuna ho la possibilità di frequentarla perché ogni volta scopro bellezze nuove
La Provenza lascia senza parole. Ogni volta che vado in questa terra scopro nuovi borghi e deliziosi scorci da fotografare. Questo però mi è sfuggito… il tempo in viaggio sembra correre più del dovuto. Lo segno per la prossima visita in zona.
il tempo è sempre tiranno! Lourmarin è nel Louberon e intorno ci sono tantissimi piccoli borghi interessanti
Sono stata in Provenza ma non ho visitato questa cittadina che già dalle tue parole e dalle foto mi sembra rispecchiare al massimo il mood provenzale .
direi che è l’incarnazione della joie de vivre provenzale! Andamento lento, sole, cicale e profumo di lavanda!
Mi hai fatto scoprire un angolo della Provenza che non conoscevo! Amo perdermi tra i vicoletti dei borghi, mescolarmi ai locali, rinunciare a volte anche ad un’inquadratura perfetta… perché fotografando con la foga della turista perderei la magia dell’autenticità delle persone.
a chi lo dici! Io adoro i vicoli e le piazzette dei borghi provenzali così pieni di gente
Direi che è molto difficile non essere affascinati e sedotti dalla Provenza!
Bellissimo come certi artisti ricerchino la bellezza nei luoghi in cui scelgono di vivere!
penso che l’animo degli artisti sia più propenso a vedere la bellezza nascosta dei luoghi. Non è il caso di Lourmarin che, almeno per me, è bellissima a prescidere
Come non restare affascinati dalla Provenza! Anche io amo molto questa zona, nello specifico non ho visitato Lourmarin ma la zona sì per cui posso immaginare la bellezza. L’étranger l’avevo anche letto e conosco Camus
Io avevo letto i sui libri quando studiavo e trovare tracce di lui a Lourmarin mi ha sorpreso e incuriosito
Camus la sapeva lunga, impossibile non innamorarsi di Lourmarin. La Provenza è una regione che ancora non ho esplorato ma ogni volta scopro nuovi luoghi interessanti dove poter viaggiare in tranquillità e poco turistici che mi intrigano moltissimo.
In estate Lourmarin è molto turistica ma fuori stagione si può apprezzare al meglio la sua tranquillità
Non conoscevo il legame di Camus con la Provenza, una terra che ho visitato solo in parte ma che mi è rimasta nel cuore. I colori, il profumo, le botteghe e l’aria sempre mite mi hanno conquistata, è un posto dove tornare.
La zona del Luberon è il cuore di una regione che frequento molto e che non finisce di stupirmi
Sapevo che Camus avesse vissuto lontano da Parigi, sicuramente una scelta non così comune per gli intellettuali dell’epoca, a cui piaceva fare comunella nei bistrot della capitale. Non conosco Lourmarin, ma è facile capire perché abbia ispirato Camus!
Impossibile non lasciarsi attrarre dal fascino discreto di questo piccolo borgo